Riqualificazione e manutenzione straordinaria impianto sportivo a Sassari

Bando di gara n. 7722643 per lavori di riqualificazione e manutenzione straordinaria dell’impianto sportivo di viale Aduaa Sassari. Importo: 695.000 € Scadenza: 20/7/2020 Bando (zip)   Bandi del giorno Archivio Bandi

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DL Rilancio, approvati gli incentivi ad auto diesel e benzina

Passano gli incentivi agli Euro 6 nel pacchetto di bonus dedicati alla mobilità italiana. Aggiunta anche una riduzione delle imposte per il passaggio di proprietà

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Tassonomia verde: nel 2021, la decisione definitiva sull’energia nucleare

La Commissione Europea ha deciso di chiedere a un gruppo di esperti se l’energia atomica risponda o meno al principio del “non nuocere” alla base del Green Deal.

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Nasce l’Alleanza Italiana batterie, il patto fra ricerca e industria

Ministro Patuanelli: “Questa piattaforma rafforzerà la nascente value chain italiana”. Tra i compiti della nuova intesa anche quello di definire le priorità nazionali di R&I sul breve e lungo periodo

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Trasporto marittimo UE, i primi passi di Strasburgo per inserirlo nell’ETS

La commissione Ambiente dell’Europarlamento è pronta a votare una cruciale modifica alla proposta di revisione del Regolamento MRV. Obiettivo? Inserire le emissioni navali nel mercato del carbonio.

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DL Rilancio, più incentivi alle auto elettriche… ma anche a diesel e benzina

Il rischio di scommettere soldi pubblici su auto diesel e a benzina che, pur Euro 6, guardano comunque nello specchietto retrovisore della Storia invece che al futuro elettrico del settore, si sta purtroppo concretizzando.

Come avevamo anticipato in un precedente articolo, sembra proprio che stiano per arrivare degli aiuti pubblici a chi comprerà un auto tradizionale Euro 6 a benzina o diesel.

L’incentivo previsto è fino a 3.500 euro per chi rottama un veicolo vecchio, ma anche senza rottamazione si potrà avere un bonus, che risulterà dimezzato.

La commissione Bilancio della Camera ha infatti approvato nei giorni scorsi un emendamento del PD al Decreto Rilancio, che prevede un incentivo statale di 1.500 euro, se il concessionario fa uno sconto di almeno altri 2.000 euro, per chi rottama un mezzo vecchio almeno di dieci anni.

L’accordo nella maggioranza intende aiutare concessionari e case automobilistiche a smaltire migliaia di modelli con motori tradizionali Euro 6 rimasti invenduti nei mesi scorsi a causa del blocco delle attività economiche volto a contrastare la pandemia.

Il ddl di conversione del decreto Rilancio comprensivo dell’emendamento è arrivato oggi in aula alla Camera per il voto, e il Governo dovrebbe porre la fiducia.

Se, come sembra, verrà confermato nella sua formulazione attuale, l’incentivo varrà per gli acquisti fatti dal 1° agosto al 31 dicembre 2020 e riguarderà auto con limiti di emissioni tra 61 e 110 grammi al Km e con prezzo fino a 40.000 euro.

Nello spirito di assestare un colpo al cerchio e uno alla botte, l’emendamento di maggioranza prevede anche che, nello stesso periodo agosto-dicembre, il contributo statale per auto ibride ed elettriche aumenti di 4.000 euro in caso di rottamazione e di 2.000 senza.

In particolare, in caso di rottamazione, il bonus per le auto con emissioni tra 0 e 20 grammi al Km di CO2, cioè le auto pienamente elettriche, attualmente fissato a 6.000 euro, salirebbe quindi a 10.000 euro, di cui 2.000 sempre a carico dell’autosalone, mentre per i veicoli ibridi, cioè quelli con emissioni tra 21 e 60 grammi al Km, si passerebbe dagli attuali 2.500 euro a 6.500 euro.

L’emendamento, nella sua parte riguardante i modelli con motori endotermici, risponde alle richieste fatte negli ultimi mesi per esempio dall’Unione nazionale rappresentanti autoveicoli esteri – Unrae.

La Unrae ha reso noto che a giugno il mercato italiano delle autovetture ha segnato un ulteriore tracollo, dopo i cali di oltre il 50% segnati a maggio, con vendite in calo di un altro 23% rispetto al giugno del 2019.

A fronte del tracollo delle vendite delle motorizzazioni tradizionali, secondo l’Unrae, “il mese di giugno conferma la forte crescita delle vetture ibride (+84,4% e 17.684 unità) – che con quasi 8 punti di crescita, rappresentano il 13,3% del mercato – e delle vetture elettriche (+53,2% a 2.228 unità), che coprono l’1,7% delle preferenze”.

Unrae sottolinea che “anche nel primo semestre tali motorizzazioni sono le uniche in territorio positivo.”

Tale andamento, se da una parte fotografa lo stato di sofferenza del settore auto tradizionale, dall’altro fornisce segnali chiari sul lato della domanda: i consumatori che si decidono ad acquistare un’auto nuova, pur in condizioni di incertezza sulle sorti a breve termine dell’economia, puntano decisamente sull’elettrico pieno o almeno sull’ibrido, perché capiscono chiaramente che il futuro è elettrico e che ha poco senso puntare su veicoli che comunque inquinano e rappresentano il passato.

Anche se i volumi assoluti di auto elettriche e ibride in circolazione sono ancora molto piccoli rispetto alle auto tradizionali, l’aumento delle vendite di auto elettrificate in concomitanza il crollo delle vendite nei comparti tradizionali, dipinge uno scenario in cui i consumatori e la società civile sono più avanti della politica. Non avrebbe infatti avuto più senso destinare gli incentivi ai soli veicoli elettrificati – come fra l’altro fatto dalla Germania, la cui industria automobilistica è tanto strategica quanto per l’Italia, se non di piu – invece che darli anche ai veicoli diesel e a benzina?

Secondo Andrea Poggio, di Legambiente, il bonus alle auto tradizionali è “inutile e pernicioso.”

Anche perché, dice, nel testo dell’emendamento compare un limite di spesa di 50 milioni di euro, che serviranno a recuperare solo una goccia del mare di vendite andate perse negli ultimi mesi.

Facendo due conti, 50 milioni di euro serviranno a incentivare la vendita di un numero compreso fra 33.000 e 66.000 auto di varie motorizzazioni; mettiamo una stima intermedia di 40.000 auto, dice Poggio.

Tale cifra rappresenta “sì e no il 3-4% del mercato. Non svuoterà i piazzali. Anche se nei piazzali ci sono – secondo me – molto meno auto di quelle ventilate nelle dichiarazioni, visto che anche le industrie si sono fermate e nei primi sei mesi si sono vendute in Italia 500.000 auto meno dello scorso anno.”

Non bisogna confondere il calo delle vendite con il calo della produzione e l’invenduto, ha aggiunto Poggio in una nota postata su un social media.

Ma non è tutto, dice il membro della segreteria nazionale di Legambiente e del direttivo Lombardia dell’associazione ambientalista.

“Il provvedimento è solo un regalo a concessionari e rivenditori. Al consumatore finale non arriverà quasi nessun vantaggio, e all’industria neanche,” ha detto

Guardando ai prezzi di listino, infatti, ci si accorge che gli sconti proposti su auto medie sono raramente inferiori a 4.000-5.000 euro. È probabile, secondo Poggio, che durante il periodo di incentivazione, gli sconti complessivi saranno del tutto analoghi per le Euro 6 a quelli del passato, con la differenza che il rivenditore si farà poi rimborsare dallo stato il bonus-regalo.

Nessuna differenza per l’automobilista, ma nessuna anche per i produttori d’auto, perché uno stanziamento di appena 50 milioni non inverte tendenza a crollo del mercato,” ha detto Poggio, secondo cui, quindi, il provvedimento è non solo inutile ma anche pernicioso, perché “premia, con un simbolico ecobonus, ciò che non è ‘eco’ per nulla, auto troppo inquinanti non solo per gli ambientalisti, ma anche per l’Europa.”

Poggio lo ritiene anche un provvedimento “pericoloso” perché, appena finiti i 50 milioni, cosa che potrebbe succedere già a settembre, si chiederà un rifinanziamento della misura, senza copertura di bilancio.

Il pericolo è che si cerchi di attingere ai fondi europei del recovery fund, sostenendo magari che si tratti di misura green, ambientali, per svecchiare il parco auto circolante in Italia.

Una palla mostruosa: per svecchiare davvero si deve incentivare la dismissione del vecchio e vecchissimo, impedire la circolazione delle auto con più di 15-20 anni, tassare carburanti e auto in funzione dell’inquinamento, non la benzina più del diesel, le energie rinnovabili vere più del metano fossile, l’olio di palma meno dell’elettrico,” ha concluso Poggio.

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Centrica: una guida per le aziende: “5 opportunità per ridurre i costi dell’energia”

La grave crisi provocata dalla pandemia mondiale del COVID-19 e il momento di incertezza economica spingono le aziende a controllare e ridurre i costi come mai prima d’ora.

Le aziende si trovano oggi a operare in un contesto di disagio e di imprevedibilità del mercato senza precedenti. Sono alla ricerca di modi per essere più efficienti e ridurre le spese, in modo da potersi dedicare a soddisfare i propri clienti, generare nuove entrate, e portare avanti, così, il proprio business.

L’energia può essere uno dei primi passi da cui partire per la riduzione dei costi.

Lo sostiene Centrica Business Solutions, che ha lanciato una Guida dedicata alle aziende italiane, in cui descrive in modo dettagliato 5 metodi pratici per migliorare le prestazioni finanziarie e ambientali.

Nella Guida, dal titolo “5 opportunità per ridurre i costi dell’energia (scaricabile gratuitamente), Centrica Business Solutions esamina attentamente gli approcci adottati da alcune delle aziende più efficienti dal punto di vista energetico per studiare le esperienze mondiali che hanno consentito di ottenere risultati eccellenti e illustra 5 modi pratici per migliorare le prestazioni finanziarie e ambientali e consentire, così, una ripresa sana e sostenibile.

Per ognuna delle 5 opportunità vengono illustrate le sfide che le aziende si trovano ad affrontare, la soluzione proposta per superarle, i vantaggi raggiungibili e la best practice di un’azienda cliente.

Spiega Christian Stella, Managing Director di Centrica Business Solutions Italia: “Tutte le crisi impongono alle aziende di prendere misure per ridurre i costi operativi. Purtroppo, la liquidità delle aziende sarà la prima criticità per i prossimi 12-24 mesi ma, nonostante questi tempi difficili, ci sono vari modi per controllare e ridurre rapidamente i costi energetici, generare entrate e ridurre le emissioni di carbonio, anche senza dover prevedere un esborso di capitale iniziale”.

“Una corretta strategia energetica – continua Stella – può sbloccare opportunità per monetizzare l’energia e ridurre i costi di gestione. Per questo abbiamo deciso di creare una Guida che possa aiutare le aziende italiane a ripartire dall’energia. Illustriamo come una corretta strategia energetica possa migliorare le prestazioni aziendali: riduzione dei costi e solide performance finanziarie, infatti, sono fondamentali per guidare il futuro del business e ottenere un vantaggio competitivo, specialmente in un periodo difficile come quello attuale. L’energia rappresenta un elemento centrale per raggiungere entrambi gli obiettivi”.

Secondo la guida una riduzione del 20% dei costi energetici equivale a un incremento delle vendite pari al 5%.

“È il momento di smettere di pensare all’energia come a un costo e considerarla un’opportunità di crescita. Riduzione dei costi e sostenibilità saranno sempre in cima alle priorità delle aziende e per questo riteniamo che il 2021, a seguito di una naturale difficoltà per l’anno in corso, sarà nuovamente un anno positivo. Anzi, potrebbe essere l’occasione per trasmettere ai tanti settori di mercato che fino ad oggi non si sono mai occupati del proprio efficientamento energetico, l’importanza di prevedere una corretta e formalizzata strategia energetico”, ha concluso il direttore di CBS Italia.

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Libro Bianco sugli accumuli di Anie e Rse: la documentazione dei webinar di presentazione

Lo scorso 30 giugno RSE (Ricerca sul Sistema Energetico) ha organizzato un webinar di presentazione del “Libro bianco” sui sistemi di accumulo elettrochimico, redatto in collaborazione con il Gruppo “Sistemi di accumulo” di ANIE Energia. Nei gironi scorsi avevano pubblicato un articolo con un resoconto di questo webinar riguardo alcune analisi energetiche ed economiche sui […]

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Superbonus 110%, così la misura modificata dalla Commissione Bilancio della Camera

Il superbonus del 110% per l’edilizia  si avvicina alla sua veste definitiva nel processo di conversione in legge del DL Rilancio. Come abbiamo riportato infatti, venerdì scorso, il 3 luglio, la V commissione Bilancio della Camera ha approvato le modifiche all’art. 119 (il nuovo articolo ora è titolato: Incentivi per l’efficienza energetica, sisma bonus, fotovoltaico […]

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Fondo per l’Innovazione UE: primo invito, 1mld nell’energia pulita

Bruxelles ha lanciato il primo invito a presentare proposte nell’ambito dell’Innovation Fund, il programma di finanziato alimentato dalle entrate del mercato UE del carbonio

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